Aria estremamente fredda ha portato temperature estreme in Siberia, provocando il clima più freddo della stagione finora in una regione nota per essere sede di alcune delle condizioni meteorologiche più rigide della Terra. Il clima gelido ha raggiunto anche parti del Medio Oriente, con neve fino all’estremo sud della regione montuosa dell’Iraq settentrionale (imbiancato il Mount Gara). Responsabile di questa situazione una flessione della corrente a getto, una fascia di forti venti a 6-12km nell’atmosfera che separa l’aria fredda dall’aria più calda. Questo ha portato a uno scarico diretto di aria dall’Artico nelle regioni siberiane centrali e orientali della Russia. Così, nella mattina di ieri, mercoledì 16 novembre, Segyan-Kyukl, una remota città nel nord-est della Russia con una popolazione di 796 persone, ha registrato una temperatura minima di -47,5°C.

Il megarazzo Space Launch System e la capsula Orion hanno preso il volo ieri alle 07:47 ora italiana dal Pad 39B al Kennedy Space Center della NASA, segnando il debutto del nuovo enorme vettore e dando il via a un viaggio di 26 giorni per la navicella senza equipaggio.
Il lungo cammino metterà alla prova la capsula e il modulo di servizio costruito in Europa.
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Per 6 giorni Orion viaggerà verso la Luna. Lunedì 21 novembre eseguirà il suo passaggio lunare più basso, volando entro circa 100 km dalla superficie del satellite.

sabato 19 novembre
Nord: Nuvoloso su est Liguria ed Emilia Romagna con piogge intermittenti e neve in Appennino dai 1400m. Poche nubi sulle altre regioni. Temperature in calo, massime tra 11 e 15.
Centro: Cielo molto nuvoloso con piogge diffuse e localmente intense, specie su Lazio e Adriatico; neve in Appennino sopra i 1700m. Temperature in calo, massime tra 11 e 16.
Sud: Cielo nuvoloso, piogge e rovesci diffusi soprattutto sul versante tirrenico, anche con fenomeni temporaleschi. Temperature in diminuzione, massime tra 14 e 22.

Si leva finalmente il sipario sull’alba del cosmo grazie al nuovo telescopio James Webb (JWST) delle agenzie spaziali di Stati Uniti (Nasa), Europa (Esa) e Canada (Csa): nelle sue prime osservazioni scientifiche ha infatti immortalato due galassie tra le primissime dell’universo primordiale, tra 350 e 450 milioni di anni dopo il Big Bang. Lo conferma lo studio di un team internazionale guidato dall’Italia, con l’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf). I risultati sono pubblicati su The Astrophysical Journal Letters.
Alla collaborazione internazionale hanno partecipato anche ricercatori dello Space Science Data Center dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), dell’Università di Ferrara e della Statale di Milano. Le due galassie, tra le più antiche mai osservate finora, sono state individuate grazie alle osservazioni del lontanissimo ammasso di galassie Abell 2744 e di due regioni del cielo ad esso adiacenti, realizzate dal potente telescopio spaziale tra il 28 e il 29 giugno 2022 nell’ambito del progetto Glass-Jwst Early Release Science Program.

Sono continuati durante la notte scorsa i bombardamenti ed attacchi missilistici su vari fronti della guerra in Ucraina. Nuovi raid e bombardamenti russi hanno colpito la capitale ma anche altre città del Paese, secondo quanto riferiscono fonti ufficiali. “Due missili da crociera sono stati abbattuti sopra a Kiev. Stiamo raccogliendo le informazioni e verificando se ci sono vittime”, ha detto una fonte della capitale ucraina. Anche le autorità delle città di Dnipro e di Odessa hanno riferito di attacchi russi.

Tra i reati che vedono vittime i minori, il maggiore aumento nel 2022 riguarda l’abuso dei mezzi di correzione, la violenza sessuale e la violenza sessuale aggravata perché commessa presso istituti di istruzione: per quest’ultimo l’incremento è del 54% (con un aumento del 58% delle vittime). In generale, per quanto riguarda i reati contro i minori, tra le vittime prevale quasi sempre il genere femminile.
La fascia anagrafica con il più alto numero di vittime è quella sotto i 14 anni e tra gli autori dei reati prevalgono gli uomini di età compresa tra i 35 ed i 64 anni (62%).

Era una grande carpa, il più antico cibo cotto di cui sia stata trovata traccia. Risale a 780.000 anni fa, e indica con certezza che l’uomo abbia iniziato a cucinare centinaia di migliaia di anni prima di quanto testimoniato dai reperti archeologici trovati finora. A scoprirlo è stato un gruppo di ricerca internazionale guidato da Irit Zohar, dell’Università di Tel Aviv, analizzando dei resti trovati nel sito di Gesher Benot Ya’aqov, in Israele, descritti sulla rivista Nature Ecology and Evolution.

 

 

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